夏目漱石「夢十夜」第一夜 イタリア語訳

夏目漱石『夢十夜』の第一夜をイタリア語に訳しました。
Ho tradotto il primo racconto di Natsume Soseki "Dieci notti di Sogni", cioè la prima notte.

原文は、『青空文庫』等でご覧下さい。
以下が、訳文です(ハイフォネーションは出来ないので、ご容赦下さい)。

DIECI NOTTI DI SOGNI(Yume Ju Ya)

scritto da Natsume Soseki
tradotto da Inoue Takao

La prima notte

Ho avuto un tal sogno.
Io stavo seduto al capezzale di una donna che, sdraiata supino, m’ha detto sottovoce che sarebbe morta fra poco. Lei aveva un viso ovale con i lineamenti morbidi sui suoi capelli lunghi stesi come un guanciale. C’era una tinta moderata di sangue tiepida nel fondo del suo viso, ma il colore delle sue labbra erano naturalmente rosse. Non sembrava affatto che fosse sul punto di morire. La donna, però, ha parlato tranquillamente ma chiaramente che sarebbe ormai morta. Anch’io ero certo che lei sarebbe morta. Quindi le ho domandato, guardandola in viso da sopra, “Davvero? Stai per morire?” Dicendo “Certo che sì,” lei ha sbarrato gli occhi. Aveva grandi occhi, umidi, i quali tenevano l’interno tutto nero, coperto con le ciglia lunghe. Ho trovato la mia figura chiara nel fondo di quelle pupille nerissime.
Osservando la lucentezza di questi occhi che avevano l’aspetto trasparentemente profondo, dubitavo che lei sarebbe veramente morta anche in questo modo. Allora le ho chiesto nuovamente, con la bocca vicina al guanciale, “Suppongo che tu non morirai, stai bene, no?” E la donna, spalancando gli occhi neri e sonnolenti, ha risposto con calma, “Ma vado a morire. Non c’è niente da fare.”
Quando le ho chiesto assiduamente se il mio viso era visibile, lei ha sorriso dicendo, “Mi domandi se il tuo viso è visibile? Ma, guarda, ecco che appare là.” Ho taciuto e staccato la faccia dal guanciale. Mi chiedevo se lei doveva morire ad ogni modo.
Poco dopo, lei ha detto ancora :
“Quando sarò morta, ti prego di seppellirmi facendo una fossa con una grande ostrica perlifera. E poi metti un frammento di una stella che cade dal cielo, come un segno tombale.”
Io le ho domandato quando sarebbe rivenuta a vedermi.
“Spunterà il sole. E poi tramonterà il sole. E dopo di ciò spunterà di nuovo. E poi ancora cadrà. ── Mentre il sole rosso spunterà e cadrà dall’est a l’ovest, dall’est a l’ovest ── Potrai aspettarmi?”
Io, tranquillo, ho annuito. Lei ha cambiato la voce in un tono più alto.
“Aspettami per cento anni,” ha detto con la voce ardita.
“Aspettami per cento anni, seduto accanto alla mia tomba. Non mancherò di venire a vederti.”
Ho risposto soltanto che avrei aspettato. Allora, la mia figura chiara nelle sue pupille nere ha cominciato a deformarsi. Come se l’acqua calma si movesse e turbasse l’immagine delle cosein cui ci si specchia, la mia figura s’è messa a fluire, e gli occhi della donna si sono chiusi d’un tratto. Dalle ciglia lunghe colava una lacrima sulla guancia. ── Era già morta.
Dopo di ciò, sono sceso al giardino, e ho scavato una fossa nel terreno con una ostrica perifera. Era una grande ostrica perlifera, liscia, con l’orlo affilato. Ogni volta che ho preso la terra, la luce della luna filtrava sul rovescio della conchiglia, brillando. Odorava anche di terreno umido. La fossa s’è fatta poco dopo. Ci ho messo dentro la donna, e l’ho coperta con la terra molle da sopra. Ogni volta che mettevo la terra, la luce della luna penetrava sul rovescio della conchiglia.
E poi ho raccolto i pezzi delle stelle cadute, e li ho messi dolcemente sulla terra. Erano frammenti rotondi. Ho creduto che mentre cadevano per l’aria per un lungo tempo abbiano perduto gli spigoli e siano diventati lisci. Mentre la sollevavo e la mettevo sulla terra, mi sono sentito caldi il petto e le braccia.

Mi sono seduto sul muschio. Immaginando di star aspettando come questo per cento anni, stavo con le braccia incrociate e guardavo la pietra tombale. Nel frattempo, il sole è spuntato dall’est, come la donna aveva detto. Era un gran sole rosso. Questo è caduto all’ovest, ancora come le parole della donna. È caduto improvvisamente, tutto rosso. Ho contato “uno.”
Dopo qualche tempo, un altro sole vermiglio è spuntato d’improvviso. Ed è tramontato taciturno, senza cambiar colore.
Contando uno, due, ……io ho visto chissà quanti soli rossi. Ho contato, contato, e sopra di me sono passati tanti soli quanti non si poteva contare. Ma cento anni non erano ancora passati. Alla fine, osservando una roccia rotonda coperta di muschi, cominciavo a sospettare che fossi stato ingannato da quella donna.
Quindi, è cresciuto un stelo azzurro verso di me obliquamente da sotto la roccia. A vista d’occhio, lo stelo si è allungato fermandosi vicino al mio petto. E nello stesso tempo, ho visto schiudersi un bocciolo sottile che, alla cima dello stelo vacillante, teneva il suo capo un po’ chinato. Un giglio bianco, sotto il mio naso, ha odorato pungentemente. E quando gli è caduta una goccia dall’alto, lo stelo si muoveva con il peso di se stesso. Io ho portato il capo avanti, e ho baciato i suoi petali bianchi con la rugiada fredda che gocciolava. Nello staccare la faccia dal giglio, ho visto il cielo istintivamente, trovandoci la sola stella d’alba che luccicava.
“Sono già passati cento anni,” me ne sono accorto per la prima volta in questo momento.



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ジャンル : 学問・文化・芸術

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井上孝夫

Author:井上孝夫
多言語の学習・研究、多言語読書を長年続けています。著書に新潮新書『世界中の言語を楽しく学ぶ』『その日本語、ヨロシイですか?』あり。マンガ・イラストの別ブログ「スケッチ貯金箱」もやっています。

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